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Stabilizzatore di Carica

Progetti hi-tech

Stabilizzatore di carica

By Prof.

Nella vita pratica capita di sovente di esser possessori di macchine o apparati che seppur funzionino egregiamente presentano qualche piccola pecca. Il progetto nasce proprio dalla necessità dell’utilizzo di un motore fuoribordo che, sebbene costasse un botto aveva un suo brutto e pericoloso difetto, quello di sovraccaricare la batteria. Una batteria sovraccaricata riduce notevolmente il suo periodo di vita e perde il suo liquido per “bollitura”. La perdita di liquido sulla terraferma non crea molti problemi, l’acqua distillata si trova un po’ in tutti i supermercati, ma a mare risulta difficile mettere in moto una barca a spinta. Altro particolare è quello che il prodotto generato dalla sovraccarica non è vapore d’acqua ma…. Idrogeno. Come tutti sicuramente sanno, l’idrogeno è un gas inodore ma altamente esplosivo. Ora capite il perchè dei cartelli “vietato fumare”che trovate sempre presso il caricabatteria dell’elettrauto o presso le sale contenenti grossi accumulatori al piombo. Tutto ciò mi ha spinto a realizzare questo circuito che si identifica come uno stabilizzatore di tensione da applicare in parallelo alla batteria per tutti i sistemi di carica non stabilizzati o controllabili.

L’apparato presentato può esser montato su tutti i generatori a volano come quelli presenti nei fuoribordo, zappatrici, scooter o perfino sui pannelli solari. Di fatto si comporta come un grosso diodo zenner che trasforma l’energia in eccesso in calore, salvaguardando cosi la batteria. Tengo a precisare che la corrente massima d’assorbimento del circuito che vi propongo è pari a circa 10 o 12 amper, nel caso in cui dovesse servirvi un po’ più “potente” basta semplicemente aumentare il numero dei mosfet finali oltre che la superficie radiante. La tensione d’alimentazione è quella necessaria alla carica di una batteria da 12V. Col suo regolatore il circuito cambia la tensione di zenner da 13,8 a 14,5. Cosi facendo il "megazenner" rientra nel range di tensione adatto sia per carica lunga (13,8V) che in quella corta (14,5V). Inoltre lo stabilizzatore può essere utilizzato sia per batterie con elettrolita a liquido che a gel. La taratura va eseguita nel caso di batteria completamente carica con motore o generatore azionato ad un normale regime di funzionamento. L’operazione va iniziata col cursore del trimmer ruotato tutto verso R3 (Tensione max). Vedrete dapprima accendersi il ventilatore poi, continuando a ruotare, diminuire la tensione di carica batteria.

Le operazioni di taratura andranno eseguite con ragionevole tempo fino allo scendere della tensione di carica al valore giusto. Non dimenticate che i mosfet scaldano e quindi devono essere raffreddati con un’aletta sufficientemente grande. Nel circuito ho previsto l’utilizzo di un ventilatore di computer (12V) che collegato al circuito si accende e varia la sua velocità in base all’energia assorbita dai finali. Termino raccomandandovi riguardo il pcb, non siate avari con spazi e piste, non dimenticate il fusibile che consiglio del tipo a lamelle automobilistico cosi magari potete saldarlo sullo stampato. Una volta realizzato il prototipo, se tutto funziona come deve, vedrete che non lo cambierete mai! Fate un bel montaggio, trattatelo con plastica spray e ricordate di non risparmiare mai, a mare non si gioca!
Le foto che vedete nell’articolo rappresentano il mio prototipo che dimora da ben 8 anni sulla mia barca. Non meravigliatevi dell’eventuale ossido, a mare anche l’acciaio inox fa la stessa fine!

Non resta che augurarvi un buon lavoro e se avete problemi contattatemi pure.

















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